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Salute mentale dei detenuti, nuove raccomandazioni dall’Europa

Il Consiglio d’Europa ha rivolto una Raccomandazione ai suoi 46 Stati membri con lo scopo di promuovere e tutelare la salute mentale dei detenuti e delle persone in libertà condizionale ma anche di assicurare la gestione di possibili disturbi mentali, nel pieno rispetto della dignità umana. Mettendo in rilievo il ruolo centrale del personale impiegato nelle carceri e nel contesto della libertà condizionale, la raccomandazione chiede una formazione specializzata che consenta al personale stesso di comprendere in modo più articolato e approfondito i disturbi legati al benessere psicologico e di affrontarli in modo appropriato. Le persone detenute infatti se non trattate per questo tipo disturbi durante la detenzione, corrono un rischio significativamente maggiore di autolesionismo e di tentativi di suicidio, mortalità e recidiva.

In questo contesto normativo e di indirizzo e nell’ambito del progetto ‘La bussola ri-trovata’, promosso dall’associazione ‘Con Voi aps’, sabato 8 e 15 marzo la casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino ospiterà due incontri formativi a cura di Walter Fontanini, psicologo, docente di Psicologia criminale presso il Dipartimento di Diritto penale e Diritto penitenziario e ricercatore presso l’Istituto di salute mentale dell’Università Semmelweis di Budapest.

Il primo appuntamento, rivolto a un gruppo pilota di detenuti, ha la finalità di illustrare tecniche psicologiche per la gestione dell’ansia e della depressione senza ricorso a farmaci, promuovendo una cultura della prevenzione e dell’auto-cura e contribuendo così alla dignità e al benessere mentale dei partecipanti in un percorso di riabilitazione della Persona. In caso di esito positivo, si valuterà l’estensione dell’iniziativa a un campione più ampio di detenuti.

Il secondo incontro, informa l’istituto penitenziario con una nota stampa, è rivolto agli operatori della Polizia penitenziaria. Nel corso di questa sessione saranno analizzati i fenomeni di burn-out, depressione e fatica da compassione, nonché presentate tecniche psicologiche per la gestione di tali condizioni, frequentemente riscontrabili tra gli operatori delle Forze dell’ordine e del Primo Soccorso (quali pompieri, personale medico e paramedico).

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